Forni industriali: Quali usi a seconda dei settori di attività.
Quando si parla di forni industriali e di stufe, di cosa si parla, esattamente? Di forni di fusione e di trattamento termico utilizzati in un gran numero di settori industriali (principalmente l’industria dei metalli, dei materiali, delle ceramiche). Si parla anche di stufe e di tunnel di cottura di prodotti alimentari, di essiccatoi di prodotti agricoli, di forni rotativi per cementifici e di forni per la fusione del vetro. SAS Fours et Réfractaires, specialista nella produzione di forni termici industriali, di prodotti refrattari e di resistenze riscaldanti, vi dice di più sugli usi dei forni industriali.
Quali usi per quali settori di attività per i forni industriali e le stufe?
Qual è la differenza tra un forno industriale e una stufa? Si parla di forni per i trattamenti di metalli e di materiali a una temperatura superiore a 300 °C. E si parla di stufe per i trattamenti dei prodotti organici e minerali (in particolare i trattamenti a vapore acqueo) a una temperatura inferiore a 300 °C. Altri termini utilizzati in questo campo: camera, catena, vasca, bagno, reattore, ecc.
Quali settori di attività per i forni industriali e le stufe?
Diversi settori di attività sono interessati dai forni industriali, con applicazioni diverse per settore.
L’industria dei metalli
L’industria dei metalli è forse il settore di attività in cui si riscontra il maggior utilizzo di forni industriali. Infatti, in questo settore, essi sono utilizzati per:
- la siderurgia e la prima trasformazione dell’acciaio;
- la metallurgia e la prima trasformazione dei metalli non ferrosi;
- la fonderia e la lavorazione dei metalli;
- le costruzioni meccaniche, automobilistiche, navali e aeronautiche.
I forni industriali utilizzati qui hanno quindi usi particolari in funzione del loro intervallo di temperatura. Ad esempio, un intervallo di temperatura inferiore a 200°C corrisponde all’essiccazione di pezzi dopo lavaggio/sgrassaggio, alla desolvatazione e alla cottura di vernici e alla fusione di cera. Mentre un intervallo di temperatura tra 150°C e 300°C corrisponde alla stabilizzazione degli acciai, al rinvenimento degli acciai ad alto tenore di carbonio, al rinvenimento e invecchiamento delle leghe leggere, all’azzurramento degli acciai.
Il settore dei materiali e della ceramica
Settore anch’esso molto importante per i produttori di forni industriali, il settore dei materiali e della ceramica ricorre a forni e stufe per usi ben diversi dagli altri settori.
Il forno industriale servirà così qui all’essiccazione dei materiali sagomati preparati per via umida (argilla, ceramiche, ecc.), dei materiali macinati (gesso, talco, calce, ecc.), alla termomaturazione del calcestruzzo prefabbricato, alla fabbricazione del cemento o alla fusione del vetro, di vetroceramica, smalti, refrattari, fibre ceramiche…
Altro utilizzo: la cottura di prodotti ottenuti per stampaggio o sinterizzazione (prodotti ceramici tecnici, mattoni, porcellana, tegole in terra, refrattari per forni, abrasivi per mole, maioliche, vasellame e gres…).
L’agricoltura e le industrie agroalimentari
Ci troviamo qui di fronte a un’altra finalità di utilizzo dei forni industriali e delle stufe. Nell’ambito di un utilizzo per l’agricoltura e le industrie agroalimentari, si avrà la retrazione degli imballaggi plastici, la pastorizzazione (70-80°C), la cottura (100-300°C), l’essiccazione (40-180°C), la sterilizzazione (110-130°C).
Gli altri settori di utilizzo dei forni industriali
Altri settori di attività richiedono l’utilizzo di un forno industriale ma spesso al di sotto dei 200°C. Si tratta, ad esempio, della vulcanizzazione della gomma, dell’essiccazione del legno, della polimerizzazione di materie plastiche o dell’essiccazione di prodotti farmaceutici.






