I diversi forni industriali continui o discontinui

I forni industriali possono essere classificati in base alla loro funzione d’uso, ovvero la cottura, la fusione, l’essiccazione o il trattamento termico. Utilizzati per aumentare la temperatura di un prodotto, i forni industriali possono anche essere classificati in termini di movimentazione del prodotto: discontinui o continui. REFSAS, produttore specializzato di forni industriali o refrattari, vi dice di più sulle diverse classificazioni…

Le caratteristiche dei forni continui

I forni industriali saranno diversi a seconda del settore di attività che li “impiega”. Si trovano forni industriali nell’industria siderurgica, nel trattamento termico dei metalli, nella raffinazione e nell’industria chimica, nella cementeria, nell’industria vetraria, nelle industrie ceramiche e di prodotti refrattari.

In termini di movimentazione e circolazione dei prodotti, si hanno due tipi di forni: i continui e i discontinui. Nei primi, il prodotto da riscaldare entra da una delle estremità dell’apparecchio ed esce dall’altra. Questa specificità nella movimentazione comporta notevoli differenze dal punto di vista termico.

In un forno continuo, chiamato anche forno a tunnel o forno a passaggio, un punto del forno sarà sempre alla stessa temperatura. E i prodotti da trattare (le cariche) si sposteranno in modo continuo attraverso il forno dall’infornamento allo sfornamento. Si dice quindi di un forno continuo che funziona “in regime termico stazionario”. Ogni sezione del forno è a temperatura costante nel tempo. E la temperatura è propria per un dato ciclo di trattamento, su tutta la lunghezza del forno.

I diversi tipi di forni continui

Si trovano quindi diversi tipi di forni continui, a seconda del loro settore di attività e del loro utilizzo.

A seconda dei settori di attività, si incontreranno forni continui nell’industria chimica e nella raffinazione, forni rotativi nell’industria cementiera, forni di riscaldamento di semilavorati (forni a travi e forni a spinta) nella siderurgia…

Ma nella grande famiglia dei forni continui, si trovano anche:

  • i forni a spintore (forni a rotaie interne, forni a rulli interni);
  • i forni a trazione di nastro;
  • i forni a suola inclinata;
  • i forni a suola vibrante;
  • i forni a suola rotante;
  • i forni a piatto rotante;
  • i forni a rulli comandati;
  • i forni a travi;
  • i forni a tubi-muffola;
  • i forni a catene;
  • i forni a cavi trasportatori;
  • i forni a tappeto senza fine;
  • i forni a vagonetti;
  • i forni verticali a passaggio per trattamento di nastri;
  • i forni a storta rotante;
  • i forni a bilancelle;
  • i forni a bagno di sali a convogliatori.

Le caratteristiche dei forni discontinui o intermittenti

I forni discontinui sono anche chiamati forni intermittenti o forni a carica. Qui, a differenza di un forno continuo, il prodotto da riscaldare (la carica) rimane fisso e immobile nel forno. Viene quindi caricato e scaricato (infornato e sfornato) nello stesso punto. Di conseguenza, la temperatura in un dato punto del forno evolverà in funzione del ciclo di riscaldamento definito, che è variabile nel tempo. Si parla quindi di “regime termico variabile”. L’inerzia termica del forno può quindi giocare un ruolo importante nel suo funzionamento.

Tra i forni discontinui, si trovano quindi:

  • forni a suola mobile da forgia;
  • forni a suola orizzontale fissa;
  • forni a suole fisse per trattamento termico;
  • forni a suola elevatrice;
  • forni a campane mobili ed elevatori.
  • forni a pozzo;
  • forni a crogiolo;
  • forni a vasi;
  • forni basculanti;
  • forni a carrelli.